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Questo
strumento è l'elemento indispensabile
e basilare per ogni laboratorio
di analisi per termoluminescenza.
Con questa tecnica è possibile datare
numerosi materiali proventi da contesti
archeologici quali la ceramica, il
laterizio, la terra di fusione, le scorie
di fusione, la fornace, la sabbia, il vetro,
la selce, il focolare e il crogiolo.
Proprietà
L'unità
Termoregolatore TL2000 è stata concepita per ottenere rampe
di riscaldamento molto precise e stabili nel
tempo, finalizzate a riscaldare i campioni
di materiali per analizzarne l'emissione
fotonica alle varie temperature.
Lo
strumento, per sfruttare al meglio le proprie
potenzialità, può essere controllato
da un computer dotato di interfaccia
parallela ad alte prestazioni IEEE-488
(GPIB). Un apposito software
di controllo e acquisizione dati
potrà essere così installato
per consentire l'effettuazione delle misure.
Questo
strumento può essere fornito con tutta
l'attrezzatura necessaria per allestire un laboratorio
completo di analisi per termoluminescenza,
in particolare:
per
informazioni e preventivi:
info @ ipses.com
Scarica il manuale di questo prodotto
Scarica il volantino
di questo prodotto
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Caratteristiche
Tecniche Il
riscaldamento è ottenuto
mediante un elemento riscaldante resistivo.
La temperatura del fornetto è misurata
mediante una termocoppia tipo K.
Il controllo della potenza erogata dall'elemento riscaldante è di tipo ad anello PID: il segnale
di errore, ottenuto come differenza fra la
temperatura di riferimento nell'istante t
e quella effettiva misurata dalla termocoppia,
viene differenziato ed integrato.
Le tre componenti (Proporzionale,
Integrale e Differenziale) vengono amplificate
con guadagni che sono fra loro indipendentemente
impostabili. La loro somma costituisce
il segnale di comando per l'alimentatore di
potenza che alimenta l'elemento riscaldante. È possibile così ottimizzare
la risposta dell'unità nelle diverse
condizioni di funzionamento, garantendo sempre
il minimo scostamento dal profilo teorico
di riscaldamento.
La misura dell'intensità
della luce emessa dal campione
in esame durante il riscaldamento viene effettuata
mediante un conteggio di fotoni. L'utilizzo
di questa tecnica richiede l'impiego di un
tubo fotomoltiplicatore di
buone caratteristiche che consente l'esecuzione
della misura in modo molto accurato.
Il
sistema prevede l'utilizzo di un calcolatore
collegato allo strumento tramite interfaccia
parallela IEEE-488 (GPIB):
il computer permette il controllo
dell'apparecchiatura con l'impostazione dei
dati più idonei all'effettuazione della
misura e l'acquisizione e l'elaborazione dei
dati ottenuti dall'unità remota.
La comunicazione fra unità remota di acquisizione e l'host computer
avviene secondo un protocollo personalizzato.
È possibile inoltre controllare l'unità
in modalità di funzionamento locale
utilizzando i tasti funzione presenti sul
pannello frontale dello strumento stesso.
Dimensioni: 471 x 192 x 413
( l x h x p )
Questo
strumento viene attualmente impiegato, con
ottimi risultati, nei laboratori dell'Università degli Studi di Milano, dell'Istituto
Nazionale di Fisica della Materia
(INFM),
dell'Università degli Studi di Torino, dell'Università degli Studi di Lecce, dell'Università degli Studi di Bari, del
Pastis
CNRSM di Brindisi, dell'Arcadia
Tecnologie per i Beni Culturali
di Milano e nel Dipartimento di
Conservazione e Restauro del Museo di Xian
(Cina). |
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